The Regenerative Table
La cucina non ha un piano
I giardinieri portano ciò che il mattino ha dato, e gli chef decidono che cosa sarà la cena.
Coltiviamo varietà dimenticate, quelle scelte per il solo sapore, quelle che non sopravvivrebbero a una cassa. Devono soltanto attraversare l’orto.
Mettiamo la verdura nel piatto come altri mettono il grand cru nel bicchiere. Una carota estratta da una terra viva e arrostita lentamente. L’olio della tenuta, le sue erbe, il suo miele, raccolti intorno a lei.
Tutti gli altri ingredienti vengono da persone che conosciamo e di cui ci fidiamo. Chi fa il pecorino, chi custodisce le vigne, chi macina il grano. Nulla arriva in questa cucina dalla mano di uno sconosciuto, e nulla percorre più di cento chilometri per arrivarci.
Lo stesso suolo arriva a tre tavole, ciascuna con la propria ora e la propria luce. Le scopra nei Culinary Ateliers qui sotto.
È il benvenuto nell’orto. Venga a raccogliere con gli stewards prima che la cucina se ne impossessi.
Il sapore è la prova.